
Achillea millefolium
Abilità di discernimento, comprensione dell’essenziale
Achillea millefolium L., la comune achillea, è una pianta perenne dal profumo aromatico. Inizialmente forma foglie disposte a rosetta, successivamente steli robusti. Le foglie dell'achillea sono profondamente pennate e fortemente differenziate — da qui il nome «millefolium», millefoglio. Le foglie sono molto fini e morbide, in netto contrasto con lo stelo quasi legnoso.
La pianta fiorisce da giugno. Le infiorescenze, in cima al fusto, sono per lo più bianche, talvolta rosa, e a forma di ombrello. A prima vista, l'achillea potrebbe essere scambiata per una pianta della famiglia delle Ombrellifere. Ad un esame più attento, risulta invece appartenere alle Asteraceae. Questa famiglia combina singoli fiori in capolini, come conosciamo dalle Echinacee o dal tarassaco. L'achillea unisce questi capolini in infiorescenze ombrelliformi — creando così un ulteriore livello.
Abilità di discernimento, comprensione dell’essenziale
La Schafgarbe simboleggia la capacità di distinguere l'essenziale dal non essenziale. Ciò richiede non solo di riconoscere gli aspetti contrapposti di una questione, ma anche di comprendere il loro collegamento. Solo quando nel contrasto dei fatti, delle esperienze e dei compiti si riconosce il nucleo comune che unisce la diversità in un tutto, si riesce a stabilire correttamente le priorità.
Senza questa capacità si tende a polarizzare cadendo da un estremo all'altro. La Schafgarbe rappresenta la capacità di ottenere la giusta intuizione dagli aspetti polari della vita, che conduce all'integrazione degli opposti. In questo modo affina il discernimento nei processi decisionali e può quindi agire chiarificatrice e di supporto nella scelta personale, corretta, del passo successivo.
La pianta sostiene sia le persone con un debole discernimento sia chi arriva sempre rapidamente e in modo deciso a una determinata opinione (pregiudizio) o esercita critiche brusche e rapide. Entrambi infatti indicano che alla capacità di intuizione interiore manca la luce necessaria che va oltre la contraddittorietà della polarità. A livello corporeo questa carenza può manifestarsi, tra l'altro, con il fatto che certi disturbi non hanno cause evidenti: per esempio un determinato cibo può provocare una crisi gastrica una volta e un'altra volta essere tollerato senza problemi.
Achillea millefolium, Schafgarbe
La Achillea ha spesso suscitato stupore tra gli esperti di piante medicinali, poiché non si lascia definire in modo univoco. Essa può infatti sia fermare che provocare epistassi, così come può sia sciogliere che causare crampi. Proprio nella cultura occidentale, dove spesso si fa fatica ad accettare la polarità dell’essere e si tende a perseguire condizioni chiare, non è facile cogliere la vera grandezza dell’Achillea. La polarizzazione è chiaramente visibile nella segnatura dell’Achillea.
Per comprenderlo, dobbiamo interessarci al principio costruttivo delle Asteraceae, famiglia alla quale appartiene l’Achillea. Le Asteraceae hanno, come suggerisce il nome, infiorescenze complesse, raggruppate a formare dei capolini. Ad esempio, il girasole non è un fiore singolo, ma un’infiorescenza composta da centinaia di fiori. Ogni petalo giallo ai margini o ogni seme di girasole all’interno dell’infiorescenza proviene da un fiore diverso.
L’infiorescenza è esternamente tenuta insieme da un ricettacolo comune e da un involucro costituito per lo più da brattee verdi. A una prima occhiata, l’Achillea potrebbe sembrare appartenere alla famiglia delle Apiaceae. I singoli “fiori” formano un’infiorescenza a ombrello. Per le Asteraceae è unico il fatto che infiorescenze già di per sé complesse – i capolini – siano ulteriormente raggruppate in un complesso ombrelliforme.
Diversamente dalle Apiaceae, l’infiorescenza dell’Achillea non è arcuata come un ombrello, ma piuttosto appiattita, per cui la pianta vista di lato somiglia a una grande T. Notiamo che le infiorescenze (capolini), completamente separate dall’area del fusto e delle foglie, sono elevate a formare un piano all’estremità della pianta. Non troviamo quindi l’inserimento armonioso e tipico della famiglia tra infiorescenza e pianta complessiva, bensì una separazione, una polarizzazione tra fusto e foglie da una parte e infiorescenza dall’altra. Il carattere della separazione è accentuato soprattutto dal fatto che l’infiorescenza forma un piano che sembra appoggiato sul fusto.
Il colore dei fiori è per lo più bianco, ma in natura si trovano sempre esemplari con fiori rosa. Non si tratta di una specie diversa, bensì del fatto che l’Achillea non è fissata su un colore specifico. Andando avanti e osservando il fusto e le foglie, notiamo che visivamente non si armonizzano. I fusti verde chiaro sono ruvidi e legnosi – se si fanno cadere frammenti di fusto secco su un tavolo si sente un rumore secco (nell’I Ching cinese si usano i fusti di Achillea) – mentre le foglie sono molto morbide, verde-bluastre e straordinariamente finemente divise in modo bipennato.
Nell’Achillea non si osserva la consueta armonia di interazione tra fusto e foglie, in cui le foglie si sviluppano gradualmente dal fusto. Le foglie appaiono come sovrapposte e estranee al fusto. Approfondiamo l’osservazione delle foglie che danno il nome alla specie. “Millefolium” significa migliaia di foglie e si riferisce alla scomposizione molteplice delle singole foglie. Pur non essendo esattamente mille le frazioni fogliari, il grado di differenziazione di una singola foglia dell’Achillea è eccezionale.
La differenziazione va sempre di pari passo con la distinzione degli opposti. Più percepiamo consapevolmente aspetti opposti di una cosa, più la nostra conoscenza è differenziata e vera. In tal senso polarizzazione e differenziazione sono fasi che si ripetono ciclicamente nel processo conoscitivo. Entrambi si ritrovano nell’Achillea.
Anche nel profumo e nell’aroma possiamo percepire due componenti opposte. L’Achillea ha un gusto amaro che le conferisce un’azione astringente e concretizzante, mentre al contempo possiede un aroma tipico – non troppo intenso – che descriverei come sospeso. Ogni volta che testo l’Achillea, ho l’impressione che una parte dell’aroma voglia condurmi verso mondi lontani, mentre l’altra è molto concreta e rivolta al qui e ora. I fiori tubolari sono bianchi come quelli ligulati.
Una delle caratteristiche essenziali dell’Achillea è il suo particolare splendore. Se osservo le Achillee fiorite al margine ombreggiato di un bosco, credo di percepirne un tenero bagliore nei fiori. Dato che i fiori non emettono luce fisica esternamente, si tratta della percezione intuitiva di una luce eterica. È una specie di luce della natura che permette di riconoscere le polarità.
C’è un segno evidente di questo bagliore interiore nella forma esterna. Nei fiori dell’Achillea, a differenza di altre Asteraceae, anche i fiori tubolari interni sono bianchi come i fiori ligulati ai margini. Poiché i capolini, come detto sopra, sono molto ravvicinati, l’infiorescenza sembra una superficie continua bianca (o rosa). L’infiorescenza appare dunque molto più luminosa e riflette più luce di quanto avverrebbe con una normale colorazione floreale. I fiori dell’Achillea sono così “sollevati” in piano alla sommità della pianta.
La Schafgarbe è originaria di tutta l’Europa, del Nord Asia e del Nord America e colonizza prati, pascoli, margini di strade e bordi aperti di boschi dalle pianure fino alle regioni montane. Predilige posizioni soleggiate o in mezz’ombra su terreni ricchi di nutrienti, non troppo umidi.
Per la tintura madre Ceres viene raccolta a mano l’erba fresca in fiore. La raccolta avviene in piena fioritura tra metà giugno e inizio luglio, quando il contenuto in principi attivi è massimo. Le parti fresche della pianta vengono trasferite nel processo di lavorazione lo stesso giorno della raccolta.
L’Achillea millefolium L. fa già parte del patrimonio medicinale della santa Ildegarda di Bingen, che la utilizzava sia internamente sia esternamente per le ferite, nonché per i disturbi agli occhi e la febbre terzana. Gli ambiti di applicazione sono numerosi e si sovrappongono sia nella tradizione che nella letteratura più recente delle varie direzioni terapeutiche. Un punto focale nella fitoterapia riguarda i disturbi gastrointestinali, nei quali Achillea millefolium L. può essere di aiuto grazie ai suoi effetti antispasmodici e coleretici. Interessante è l’indicazione che, nella letteratura specialistica, l’Achillea venga usata come sostituto della camomilla, poiché gli ambiti di applicazione di entrambe le piante medicinali sono molto simili. L’omeopatia impiega l’Achillea soprattutto per ferite e emorragie. In generale, l’Achillea può essere considerata un rimedio emostatico, con un utilizzo specifico in caso di emorragie rosso chiaro da polmone, intestino, utero, vescica e naso. Un altro ambito di applicazione dell’Achillea è nell’ambito della ginecologia: i dolori mestruali crampiformi e altri sintomi tipici possono essere trattati con supporto.
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R. & H. Kalbermatten — «Psyche des Menschen und Signatur der Heilpflanzen»
Appena raccolti, selezionati a mano, macinati al mortaio a temperatura ambiente e maturati per anni. Nessun riscaldamento, nessuna pressione — la forza vitale completa della pianta, preservata.
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